APPROFONDIMENTI

APPROFONDIMENTI

Dott. Lorenzo Rindi - Senior Partner
Ideatore del progetto PQL
Articolo

FLASH – 24 Febbraio 2022

24-02-2022


Stiamo monitorando - come di consueto - l’andamento dei mercati. Ad oggi, in media i mercati azionari hanno corretto dai massimi toccati a fine 2021 nell’ordine di 14 punti percentuali. Non si tratta di una reazione scomposta, ma assolutamente fisiologica.

Le cause sono tecniche, macroeconomiche e geopolitiche. In estrema sintesi e semplicità:

  • Tecniche, nel senso che venendo da un rialzo prolungato, trovandosi sui massimi, ergo con multipli sopra la media storica, i mercati possono cogliere qualsiasi occasione per “regredire verso la media”.
  • Macroeconomicamente è l’inflazione e soprattutto l’azione delle banche centrali a ricevere attenzione da parte degli operatori finanziari; l’aspettativa converge su un’inflazione alta ancora per un anno, ma che si riassorbirà gradualmente senza la necessità di rialzi aggressivi da parte di FED, BOE, BOJ e tanto meno BCE.
  • L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia rappresenta l’unico rischio immediato, ma è contingente. Se cerchiamo un termine di paragone, una crisi simile, ma decisamente più grave in quanto tale e come contesto (piena Guerra Fredda) la rintracciamo nella Crisi dei Missili Cubani (fine del ’62): anche allora i mercati reagirono compostamente, l’inflazione era alta e l’economia mostrava una certa vitalità.


La domanda mondiale di beni e servizi resta alta, così come la massa monetaria disponibile (in termini di risparmi privati e di riserve bancarie). I colli di bottiglia nelle catene produttive si risolveranno nell’arco di 12 mesi e le banche centrali agiranno di concerto e con molta cautela. Il pensiero più diffuso (ma qua si tratta di ipotesi) è che la crisi Ucraina declinerà prima di quanto sia immaginabile al momento.

Venendo a ciò che più ci interessa, da un punto di vista strettamente operativo - seguendo soprattutto le indicazioni adattive derivanti dall’analisi quantitativa algoritmica - al momento è opportuno comprare azionario (più growth che value, ma comunque selezionando la qualità del sottostante) ribilanciando le posizioni (se necessario) o aggiungendo liquidità disponibile. L’obbligazionario aggregato non risulta affatto interessante.


 


Lorenzo Rindi - PQL




 

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